Sven Goran Eriksson ci riprova. Ai Mondiali 2010 avrebbe dovuto partecipare alla guida del Messico, ma e' stato cacciato quasi un anno fa, il 2 aprile scorso dopo la sconfitta per 3-1 nelle qualificazioni Concacaf contro l'Honduras che stava per costare un posto in Sudafrica al 'Tricolor'. All'epoca i giornali messicani scrissero che Eriksson ''ci costa 4 milioni di dollari e non serve a niente'', e puntuale arrivo' l'esonero. Ora lo svedese, che a febbraio ha lasciato l'incarico di d.g. di quel Notts County che avrebbe dovuto portare dalla quarta serie alla Premier in un quadriennio, si presentera' nel torneo iridato come ct della Costa d'Avorio che ieri ha ufficializzato il suo ingaggio, senza specificare durata del contratto e compenso percepito. Uno speaker si e' limitato a leggere, durante un notiziario del canale di Stato, una nota della federcalcio ivoriana in cui si precisava che, con Eriksson, ''l'obiettivo e' di disputare un torneo onorevole''. Il prescelto in realta' era stato Guus Hiddink, ma il giramondo olandese, che ha lasciato la Russia, poi ha respinto le offerte della Juve e da agosto sara' il nuovo tecnico della Turchia, ha rifiutato il contratto valido solo per la durata dei Mondiali che i dirigenti degli Elefanti gli avevano offerto. Ecco allora che, per giocare questo girone di ferro con Brasile, Portogallo e Corea del Nord, la scelta e' caduta su 'Svengo', l'allenatore che invento' prima un Goteborg di livello europeo (vinse la Coppa Uefa), poi sedusse Dine Viola battendo la Roma con il Benfica prima di trasferirsi a Trigoria e buttare via uno scudetto con una squadra giallorossa da sogno ma capace di farsi battere dal Lecce gia' retrocesso. Un tricolore nella capitale Eriksson lo ha poi vinto nel 2000, anno del Giubileo, come allenatore della Lazio, per poi lasciare Formello nemmeno un anno dopo e diventare il primo ct straniero della storia della nazionale inglese. Ne e' stato il 'condottiero' per due Mondiali, il secondo dei quali, quello tedesco, disputato dopo aver annunciato che a fine avventura, e a prescindere dall'esito, se ne sarebbe andato. In entrambi i casi la fine e' stata la stessa, un'eliminazione ai quarti di finale, per mano del Brasile in Giappone nel 2002 e del Portogallo nel 2006 in terra tedesca. Cosi' per Eriksson il Mondiale che sta per arrivare sara' l'occasione di una grande rivincita contro chi l'ha fatto fuori nelle precedenti occasioni: se la Costa d'Avorio vuole andare avanti, e diventare, come alcuni pronosticano, la grande sorpresa del torneo, dovra' per forza eliminare nella prima fase una di queste due nazionali, magari evitando di vivere una sua Corea. In ogni caso e' un fatto anche di motivazioni, e ad Eriksson certo non mancano. E poi forse in Africa quella di prendere un ct svedese per il Mondiale sta diventando una moda: lo ha fatto anche la Nigeria con Lars Lagerback, anche lui appena arrivato, e non rimane che vedere se saranno state mosse vincentiFonte Ansa.it

L'Egitto fa tris in Coppa d'Africa. I 'Faraoni', già vincitori delle ultime due edizioni, trionfano anche in questo 2010, superando per 1-0 il Ghana nella finalissima, disputata a Luanda (in Angola). Il gol del successo egiziano è stato siglato da Mohamed Nagy Gedo a cinque minuti dal triplice fischio finale, con un tiro su cui nulla ha potuto il portiere ghanese. E' il settimo titolo della storia per l'Egitto, un record per la confederazione africana. Eppure la partita era iniziata bene per la formazione di Rajevac, che aveva messo in difficoltà i campioni in carica soprattutto con Asamoah e Bedu. Dopo i primi venti minuti, i 'Faraoni' salgono di tono, anche se non creano grandi pericoli fino alla fine del primo tempo. Il tecnico egiziano Shehata prova ad inserire Gedo al posto di un Meteb non in grande giornata e si rivelerà la mossa decisiva. Dopo un tiro di poco alto di Asamoah, l'Egitto trova il gol della vittoria: splendida combinazione Gedo-Zidan-Gedo, quest'ultimo entra in area e fa partire uno splendido tiro a girare che non lascia scampo a Kingson. Al triplice fischio si scatena la gioia, l'Egitto è ancora campione







Nel girone B la favorita è la Costa d'Avorio. La compagine allenata da Hilhodzic può disporre di 4 punte del calibro di Drogba e Kalou del Chelsea, Bakary Kone del Marsiglia ed Aruna Dindane del Portsmouth. In mediana con il saggio Zokora del Siviglia spazio alla prestanza fisica di Yaya Toure del Barça e Demel dell'Amburgo. La difesa non è da meno con gli esterni Boka dello Stoccarda ed Eboue dell'Arsenal con i centrali Meite del WBA e Kolo Toure del Manchester City. Insomma una squadra completa in ogni reparto che potrà esercitare un ruolo da protagonista anche ai prossimi mondiali. Con i "costieri" occhio al Ghana dell'astro nascente Adiyiah, appena acquistato dal Milan dopo essere risultato il migliore ai mondiali Under 17, e dei due Asamoah. I ghanesi dovranno però fare a meno di uno dei più forti centrocampisti del mondo , Essien del Chelsea fermato poco prima della partenza da un infortunio muscolare. Poche speranze per il Burkina Faso guidati da Yssuf Kone del Cluj e del Togo di Adebayor.
Nel girone C sarà un duello tra i detentori in carica dell'Egitto guidati dal genio e dalla sregolatezza di Mohamed Zidan, talento mai sbocciato completamente del Borussia Dortmund, e la fantasia della Nigeria, in ripresa dopo un periodo buio. I nigeriani possono contare su Yobo, difensore dell'Everton, Obi Mikel, centrocampista del Chelsea, e Obafemi Martins del Wolfsburg pronto a fare capriole. Con loro come non menzionare i vari Taiwo del Marsiglia, Dickson Etuhu del Fulhm e le punte Obinna , attualmente al Malaga, Yakubu dell'Everton, ed Odemwingie della Lokomotiv Mosca. A fare da chioccia il ciondolante Nwanku Kanu del Portsmouth. Sparring partner del girone il Mozambico ed il Benin guidato da Omotoyossi del Metz.
